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Macallè
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mwgqMacallècite-ref-2[2] (talvolta mwhgMakallè; mwhwin tigrino መቐለ, Mäqälle; mwiain amarico መቀሌ, Mek'elē) è il capoluogo della mwiqregione dei Tigrè, in mwigEtiopia. Situata a circa 780 mwiwchilometri a nord della capitale mwjaAddis Abeba e ad un'altitudine di 2.036mwjq m sul livello del mare, Macallè è composta da sette sub-città: mwjgAdi Haki (ዓዲ ሓቂ), mwjwAyder (ዓይደር), mwkaHadinet (ሓድነት), mwkqHawelti (ሓወልቲ), mwkgKedamay Weyane (ቀዳማይ ወያነ), mwkwQuiha (ኲሓ) e mwlaSemien (ሰሜን). Con circa 215mwlq 000 abitanti (2007) è la città più popolosa del Nord dell'mwlgEtiopia.

Contents

Clima
Storia
Sport
Note

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Geografia fisica

Clima

Il clima di Macallè (mwnqClassificazione climatica di Köppen: Aw) è quello tipico della mwngsavana, con temperature relativamente elevate durante tutto l'anno e precipitazioni particolarmente abbondanti durante la stagione estiva.cite-ref-3[3]

| Dati climatici di Macallè Fonte: Weatherbase [ 4 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dati climatici di Macallè Fonte: Weatherbase [ 4 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 27 | 23 | 23 | 25 | 24 | 23 | 22 | 23 | 26 | 24,3 | 24 | 24,3 |
| T. min. media ( °C ) | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 20 | 18 | 17 | 18 | 17 | 16 | 15 | 16 | 19 | 18,3 | 17 | 17,6 |
| Precipitazioni ( mm ) | 36 | 10 | 30 | 46 | 36 | 30 | 201 | 216 | 36 | 10 | 30 | 41 | 87 | 112 | 447 | 76 | 722 |

Storia

Secondo gli storici locali, Macallè venne fondata attorno al XIII secolo e fu, insieme a Entalo, uno dei maggiori centri della provincia di Enderta. Macallé raggiunse il suo apogeo verso la fine del XIX secolo, dopo la salita al trono di Etiopia di mwqgGiovanni IV, che scelse Macallè quale capitale del suo regno. Fu qui che suo figlio ed erede, Ras Araya Selassie, morì di mwqwvaiolo nel giugno del 1888, mentre allestiva un esercito di supporto al padre. Macallè divenne capitale dell'impero etiopico quando l'Imperatore mwraGiovanni IV nel mwrqXIX secolo divenne mwrgnegus. Qui fece costruire tre castelli e delle mwrwchiese ortodosse etiopi dall'ingegnere etiope Lij Ingidashet, tra i molti nel gruppo di lavoro di artigiani che hanno partecipato c'era anche un immigrato, mwsaGiacomo Naretti,cite-ref-5[5]cite-ref-nai-web-6-0[6] che aveva servito già Yohannes IV.cite-ref-7[7]. Dopo la morte dell'imperatore Giovanni nella mwvqBattaglia di Metemma (1889), il suo successore, mwvgMenelik II, giunse a Macallè il 23 febbraio 1890, dove ottenne il giuramento di fedeltà da parte della nobiltà locale; anche il suo rivale, mwvwMangascià Yohannes, figlio illegittimo di Giovanni IV, prestò giuramento dopo poco.cite-ref-8[8]

La Guerra di Abissinia e la Battaglia di Macallè

Macallè fu occupata dagli italiani all'inizio della mwcgGuerra di Abissinia, nell'ottobre 1895. Dopo la sconfitta subita da mwcwPietro Toselli nella mwdaBattaglia dell'Amba Alagi (7 dicembre 1895) fu ordinato il ripiegamento di tutte le forze italiane comandate dal mwdqgenerale mwdgGiuseppe Arimondi su Macallè. mwdwArimondi tuttavia decise di lasciare nel fortino di Endà Iesus a Macallè una guarnigione composta da 3 compagnie del III mweaRegio Corpo Truppe Coloniali d'Eritrea, 1 compagnia dell'VIII Battaglione e 1 sezione di 4 pezzi da montagna. In totale c'erano 21 ufficiali, 170 soldati italiani e poco più di 1000 mweqàscari ad affrontare 20-30.000 abissini. Il forte Endà Iesus era costruito su un'altura che dominava la conca di Macallè. A capo della guarnigione fu posto il maggiore mwewGiuseppe Galliano, il quale fino all'inizio dell'attacco etiope cercò di organizzare la difesa del forte completando la cinta delle fortificazioni, costruendo le rampe per i cannoni e domandando con insistenza rinforzi a Roma.

Il 7 gennaio mwfq1896, al comando di Ras Maconnen, 60.000 abissini iniziarono l'assalto, che però venne respinto. Il giorno seguente l'attacco riprese con esito favorevole per gli etiopici, che si impadronirono della fonte a cui si approvvigionavano gli italiani, mettendone in seria difficoltà la sopravvivenza. Nei giorni seguenti si susseguirono gli attacchi abissini, finché il 19 gennaio il governo italiano ordinò a Galliano di sgomberare il forte e di arrendersi al Negus, nel frattempo sopraggiunto. Il maggiore obbedì abbandonando la posizione il giorno 21 gennaio con gli onori militari e la promessa di essere avviato a mwfgAdigrat, dove giunsero pochi giorni dopo.cite-ref-9[9]

Il XX secolo

Pochi anni dopo la sconfitta di mwhqAdua, tra il 1902 e il 1904, Macallè venne inserita nella nuova linea telegrafica che collegava mwhgAddis Abeba, capitale dell'impero etiope, ad mwhwAsmara, capitale della Eritrea italiana.cite-ref-130-238-24-99-10-0[10] Durante la mwjaGuerra d'Etiopia (1935-1936), Macallè venne conquistata dalle truppe fasciste comandate dal generale mwjqEmilio De Bono l'8 novembre 1935.cite-ref-11[11] Al 15 gennaio 1936 l'mwkgAeroporto di Macallè era sede dello mwkwStormo aeroplani da ricognizione tattica e del mwlaXLIV Gruppo con la mwlq6ª Squadriglia della mwlgRegia Aeronautica. Macallè rimase dominio italiano fino al 1941, anno del ritorno sul trono di mwlwHailé Selassié.

Ribellione di Woyane

In seguito al tentativo da parte del negus di indebolire i nobili locali e rafforzare la loro dipendenza dal governo centrale,cite-ref-12[12] scoppiò nel 1943 nella parte orientale e meridionale della mwngregione dei Tigrè la "Ribellione di Woyane". La rivolta, causata dal malgoverno e dalla corruzione dilagante negli apparati amministrativi (da qui lo slogan: "there is no government; let's organize and govern ourselves", ovvero "il governo non esiste: organizziamoci e governiamoci per conto nostro")cite-ref-13[13], coinvolse una serie di centri della regione del TIgrè, che organizzarono delle assemblee locali provvisorie, chiamate mwowgerreb, che inviarono dei rappresentanti ad un congresso centrale, chiamato mwpashengo, che provvide ad eleggere una guida politica e un comando militare. Il quartier generale della rivolta venne stabilito a Wokro. Durante l'estate del 1943 i ribelli, sotto la guida di Fitawrari Yeebio Woldai e Dejazmach Neguise Bezabih, provenienti da Enderta,cite-ref-14[14] cuore della ribellione, organizzarono le proprie forze; dopo la celebrazione del Nuovo Anno etiope (12 settembre), assaltarono e conquistarono il presidio governativo di Quiha, sulla via di transito tra Asmara e Addis Abeba, il 17 settembre 1943. Macallè cadde subito dopo, quando le truppe governative evacuarono la roccaforte di Enda Yesus, e rimase nelle mani dei ribelli fino al 14 ottobre, quando le truppe fedeli al negus, aiutate dalla aviazione militare inglese, sconfissero i ribelli ad Amba Alagi.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]

Il tempo del Derg

Quando nel 1974 esplose la mwuarivoluzione etiope, il Ras Seyoum Mengesha governava la città; il mwuqDerg non tardò a prendere provvedimenti e, nell'ottobre dello stesso anno, gli ordinò di trasferirsi nella capitale per rispondere delle accuse di corruzione. Il nobile, sapendo che sarebbe stato sottoposto ad un processo-farsa, invece fuggì sulle colline, dove fondò un gruppo ribelle molto attivo e importante, nucleo della futura Unione democratica Etiope.cite-ref-17[17] Nel corso del mwvg1984 - mwvw1985, il paese venne colpito da una terrificante carestia e Macallè ospitò oltre 75mwwa 000 profughi affamati provenienti dai territori circostanti. Durante il mese di marzo del 1985, morirono ogni giorno tra le 50 e le 60 persone. Nel 1986 il mwwqFronte Popolare di Liberazione del Tigrè liberò 1mwwg 800 prigionieri politici dalle prigioni di Macallè in un blitz militare. L'operazione venne denominata "Agazi" in onore di uno dei fondatori del Fronte.cite-ref-130-238-24-99-10-1[10] In una serie di offensive lanciate il 25 febbraio del 1988 i combattenti del Fronte presero il controllo di una serie di postazioni sulla strada tra Dessie e Macallè e, nel giugno dello stesso anno, controllavano ormai tutta la regione tranne Macallè e il territorio circostante in un raggio di 15mwxw km dalla città. Macallè venne infine conquistata dal mwyaEPRDF il 25 febbraio 1989;cite-ref-130-238-24-99-10-2[10] oggi un monumento celebra la lotta dei ribelli del Tigrè contro l'esercito del Derg.

Il 5 giugno mwzg1998 la forza aerea dell'mwzwEritrea bombardò la scuola Ayder di Macallè nel corso della mw0aguerra Etiopia-Eritrea. Un monumento commemora questo evento.cite-ref-130-238-24-99-10-3[10]

Il 29 dicembre del 2002 scoppiò una rivolta tra mw1gortodossi copti e mw1wavventisti, in seguito ad un tentativo di predicazione di un avventista in uno stadio. Gli ortodossi, scandalizzati, iniziarono a scagliare delle pietre, dopodiché iniziarono a saccheggiare i luoghi di culto avventisti in città. L'intervento della polizia sedò la rivolta, che si concluse con cinque morti e tre feriti gravi. La polizia affermò di aver arrestato 10 persone, ma fonti non governative ritengono il numero fortemente sottostimato.cite-ref-18[18]

La mw3qMissione delle Nazioni Unite in Etiopia ed Eritrea (UNMEE) stabilì il suo quartier generale a Macallè nel 2000 dopo la fine della guerra contro l'Eritrea. I rapporti con l'Eritrea continuano ad essere tesi e la missione delle Nazioni Unite è ancora operativa.

Popolazione

Secondo il censimento del 2007, Macallè ha una popolazione totale di 215mw4a 914 abitanti, di cui 104mw4q 925 di sesso maschile e 110mw4g 989 di sesso femminile. La stragrande maggioranza degli abitanti è di etnia mw4wtigrè (96,2%), mentre gli mw5aamhara rappresentano solo il 2,26%; altri gruppi etnici appartengono al restante 1,54%. La mw5qlingua tigrè è parlata dal 95,55% della popolazione, mentre l'mw5gamarico è parlato dal 3,18%. Il 92,68% professa la religione mw5wortodossa copta, mentre il 6,03% è di religione mw6aislamica.cite-ref-19[19]

Il censimento del 1994 riportava per Macallè una popolazione di 96mw7g 938 abitanti, di cui 45mw7w 729 erano di sesso maschile e 51mw8a 209 di sesso femminile. I maggiori gruppi etnici erano i tigrè (96,5%), gli amhara (1,59%) e gli mw8qeritrei (0,99%). L'idioma tigrè era prima lingua per il 96,26% della popolazione, mentre l'amarico era parlato dal 2,98%. La religione ortodossa copta era praticata dal 91,31% degli abitanti e il 7,66% era musulmano. Per quanto riguarda l'mw8gistruzione, il 51,75% della popolazione era alfabetizzata, di molto superiore alla media regionale (15,71%); il 91,11% dei bambini di età compresa tra i 7 e i 12 anni frequentava le scuole elementari, invece solo il 17,73% dei ragazzi tra i 13 e i 14 anni frequentava le scuole medie; il 52,13% dei ragazzi di età tra i 15 e i 18 anni frequentava gli istituti superiori. Per quanto riguarda le condizioni igienico-sanitarie, circa l'88% delle abitazioni aveva accesso all'acqua potabile, mentre circa il 51% delle abitazioni aveva servizi igienici.cite-ref-20[20]

Economia, infrastrutture e trasporti

Macallè è uno dei principali centri economici dell'Etiopia. Possiede un servizio di autobus, gestito dalla mw-qSelam Bus Line Share Companycite-ref-21[21] e un nuovo aeroporto, l'Alula Aba Nega Airport, le cui rotte internazionali sono gestite dall'mw-gEthiopian Airlines, compagnia di bandiera di proprietà del governo etiope.cite-ref-22[22]

mwaqq L'industria locale verte sulla Mesfin Industrial Engineering, legata alla produzione dell'mwaqyacciaio, e alla Messebo Cement Factory, la maggiore fabbrica di mwaqgcemento del Nord dell'Etiopia. Entrambe le società appartengono all'Endowment Fund for the Rehabilitation of Tigray (EFFORT).cite-ref-23[23] Nel maggio del 2000 è stata creata la Mekelle University dalla fusione tra Mekelle Business College e Mekelle University College.cite-ref-24[24]

Monumenti

La città possiede due importanti monumenti architettonici: il monumento del mwaruFronte Popolare di Liberazione del Tigrè (TPLF), che commemora la lotta condotta contro il mwaryDerg, e visibile da gran parte della città; il palazzo imperiale di mwarcGiovanni IV, nel centro della città. Costruito per volere dell'imperatore da mwargGiacomo Naretti, fu completato nel 1884.cite-ref-130-238-24-99-10-4[10] Il complesso, attualmente adibito a museo, conserva il trono dell'imperatore, il letto reale, gli abiti da cerimonia, fucili e altre collezioni storiche di valore. Vanno ricordate inoltre le numerose chiese: la Enda Gabir, la Enda Yesus Mekelle Bete Mengist, la Mekelle Iyesus, la Mekelle Maryam, la Mekelle Selassie, e la Mekelle Tekle Haymanot.

La Trans Ethiopia e la Guna Trading sono le due squadre di calcio della città, militanti nella Ethiopian Premier League. Un caratteristico Mercato locale si tiene ogni lunedì fin dal 1890.cite-ref-25[25]

Sport

In città hanno sede il mwasqMekelle 70 Enderta e il mwasuDedebit, che giocano allo mwasystadio dei Tigrè.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwas8Census-2007 Report - Statistical Amhara
cite-note-22. mwatm mwatqmwatuBruno Migliorini mwatyet al., mwatcmwatgScheda sul lemma "Macallè"mwats, in mwaummwauqDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwauuISBNmwauy 978-88-397-1478-7.mwaug
cite-note-33. mwauwmwau0weatherbase.com, mwau4http://www.weatherbase.com/weather/weather-summary.php3?s=592516&cityname=Mekelle%2C+Tigray+Region%2C+Ethiopia&units=mwau8 Titolo mancante per url mwavaurl (aiuto) mwavi(mwavmarchiviato il 4 marzo 2016).
cite-note-42. mwavgmwavkweatherbase.com, mwavohttp://www.weatherbase.com/weather/weather.php3?s=592516&cityname=Mekele-Tigray-Regionmwavs Titolo mancante per url mwavwurl (aiuto) mwav4(mwav8archiviato il 12 settembre 2015).
cite-note-55. mwawqmwawumwawyCopia archiviata (mwawcmwawgPDF), su mwawkaddis-abeba.diplo.de. mwawoURL consultato il 30 giugno 2017 mwaws(archiviato dall'mwawwurl originale il 6 agosto 2014).
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Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Macallè

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su mekelleadministration.gov.et.
• citereftreccani-itMacallè, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAttilio MORI e Agostino GAIBI, MACALLE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefdizionario-di-storiaMacallè, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itMacallè, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Mekele, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Ethiopian Treasures - Emperor Yohannes IV Castle - Mekele, su ethiopiantreasures.toucansurf.com. URL consultato il 24 giugno 2006 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2006).